Perchè questo blog?

questo è il blog in cui voglio raccontare e discutere, con chi sarà interessato, della mia esperienza pluridecennale come  psicoterapeuta che ha seguìto, e modificato e continua a farlo, il metodo detto psicoterapia breve strategica (PBS).

Senza entrare nel dettaglio, la PBS è un modello messo a punto in USA nei primi anni ’60 dello scorso secolo, e che ha come obiettivo di contribuire a superare i problemi e disagi nella relazione di una persona con sé stessa, con gli altri, e più generalmente col mondo ( del lavoro, dei valori che costituiscono i riferimenti etici ed operativi di ognuno di noi, eccetera) in modo concreto ed il più possibile veloce.

Una PBS normalmente si conclude nell’arco di 10 sedute o meno, cioè esclude impegni di anni, come invece avviene tuttora nelle cosiddette terapie classiche.

Quelle, per intenderci, in cui si prevede l’analisi del passato, anche remoto, di una persona, l’ipotetica individuazione di “complessi” che impediscono una efficace gestione della vita individuale.

Ciò richiede che sia portato a termine un processo di autoconoscenza ( seguendo i criteri dell’orientamento metodologico del terapeuta), ed un lungo e impegnativo, anche dal punto di vista economico, percorso di superamento o integrazione dei “complessi”.

Alla fine, una persona dovrebbe riacquisire la propria autonomia e capacità decisionale.

La PBS, invece, parte dall’ovvio presupposto che se una persona ha un problema, un disagio, che magari persiste da tempo,  il motivo è legato al fatto che le soluzioni tentate (nessuno va in psicoterapia il giorno dopo che ha scoperto di avere un problema, prima prova a risolverlo da solo) non sono state efficaci.

Questo non significa che il problema sia impossibile da risolvere, ma che serve trovare e provare soluzioni diverse da quelle finora utilizzate.

Quindi, la PBS è centrata nel comprendere il tipo di soluzioni messe in atto dal cliente, che non hanno avuto successo, e trovarne e provarne delle altre.

Quasi sempre, le soluzioni sono legate ad un metodo, che può avere una radice logica, di buon senso, ma i problemi emotivi richiedono la conoscenza e l’uso di una logica emotiva. Se usiamo solo la logica razionale, il buon senso, non è detto che il problema scompaia.

In altre parole, le soluzioni inefficaci possono derivare dall’uso di un metodo (in ogni nostra scelta, e nella lettura del mondo, tutti usiamo dei metodi, anche se non li chiamiamo così), che non è quello più adatto.

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