Un problema irrisolvibile

Parliamo di problemi psicologici; un esempio potrebbe essere ” non riesco a togliermi dalla testa quella idea, quella persona, quell’evento…”

Di solito, alla infinita (non è vero, ogni tanto la testa si distrae) ricorrenza dell’idea/persona/evento è associata una emozione negativa.

Una delusione, un rammarico, un rimpianto, per dirne tre.

Ma cosa in genere si fa per raggiungere l’obiettivo? Si cerca di non pensarci, sottovalutando il fatto che più cerco di non pensare a quel qualcosa, più inevitabilmente ci sto pensando.

In psicoterapia strategica breve questo “metodo” viene definito “una soluzione inefficace che rende il problema persistente”

O una soluzione funziona, e lo capiamo perché il problema è superato o ridimensionato, o non funziona, e lo capiamo perché il problema persiste o addirittura si complica.

Dunque, prima di applicare al problema X l’etichetta “irrisolvibile” dovremmo pensare a quali altri tipi di soluzioni potremmo provare ad usare.

Ed avere un atteggiamento creativo; cioè, prendere in considerazione criteri non usuali, non ordinari. In cucina, un criterio usuale può essere quello di non mischiare il dolce col salato, o col piccante.

Ma qualcuno, ha voluto provare ad andare oltre, e pare  che il cioccolato piccante abbia ottenuto un successo inatteso.

Ci sarà qualcuno dei lettori che farà commenti ed esempi?

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