E' in libreria e
sul sito della casa editrice il nuovo libro di Italo Conti
Per non essere più vittime dei tranelli che
ci costruiamo
da soli.
Un manuale di psicologia individuale che descrive i disagi che possono derivare da inganni e autoinganni, analizza i più pericolosi e i più frequenti e ne svela le possibili origini.
Un libro di auto-difesa personale contro il nostro peggior nemico: noi stessi.
questo signore si era rivolto al suo medico, il quale lo aveva inviato ad un collega specialista andrologo, che, dopo aver effettuato una batteria di esami volti ad accertare sia la pervietà dei vasi sanguigni nella zona cruciale, che la presenza di erezioni notturne spontanee, che l’assetto ormonale (tutto nella norma), aveva prescritto il Viagra.
Risultati: nessuno, cioè il problema si era continuato a presentare.
A quel punto, l’andrologo aveva prescritto che, prima di ogni rapporto, il paziente si praticasse una iniezione di prostaglandine, “lì”, cioè sul pene…
E la cosa aveva funzionato, solo che l’effetto persisteva intorno alle 5/6 ore, in altri termini il gentleman si presentava supponiamo alle 11 del mattino, già pesantemente armato e pericoloso, e fino alle 16/17 rimaneva, per così dire, in alta tensione, qualsiasi cosa fosse nel frattempo accaduta.
Naturalmente la dama si era accorta di questa condizione, “visibile” in modo decisamente imbarazzante, sia prima che dopo l’aver fatto sesso, e si era disincantata: l’inizio della fine, dopo un po’ lo aveva lasciato .
In sostanza, il signore aveva focalizzato il problema nella mancanza di erezione; la soluzione quindi era altrettanto focalizzata: “se sarò capace di avere l’erezione, lei non mi abbandonerà”.
In effetti, quello era il suo problema, e non quello della dama, che probabilmente si era sentita offesa di esser stata ridotta, come donna, ad una parte di sé che prescindeva da ogni altro contorno, sia umano che sentimentale, che romantico, e magari perciò lo aveva abbandonato.
Come recita uno dei principi base della Terapia Strategica Breve “è proprio la soluzione inefficace che peggiora il problema, o lo rende irrisolvibile”
E’ evidente, a questo punto, che la soluzione della erezione “coatta”, al di là dell’esempio precedente, non sembrerebbe efficace perché:
Quali possono perciò essere le “strategie” da provare per superare una condizione come quella descritta?
Una trappola mentale nella quale è facile cadere , e non solo in casi come questi, riguarda il pensare di poter risolvere un problema emotivo con i criteri della logica razionale; la difficoltà di erezione, e l’eiaculazione precoce, a parte i rarissimi casi di deficit organico,sono quasi sempre dipendenti dall’emotività, cioè da ansia in vari gradi, associata a pensieri negativi, che alimentano l’ansia, che li aumenta, e così si chiude un circolo vizioso:
Tentativi strategici di affrontare questo problema
Se la mancanza di erezione è causata e sostenuta da emozioni e fantasie bloccanti, dovremmo partire da questa ipotesi per trovare una soluzione efficace: la logica delle emozioni funziona secondo criteri e categorie del tutto differenti da quelle della logica comune, e che girano intorno ad un modello paradossale, del tipo “più ci provi, meno ci riesci”.
Sembrerebbe ovvio, se vale questo “proverbio”, pensare che allora sarà valido il contrario, cioè “meno ci provi, più ci riesci”;
in effetti, le cose non sono così semplici, perché si saprà di aver superato il problema solo se ci si prova e ci si riesce., quindi il “provarci” è un mezzo indispensabile.
Tuttavia, potrebbe essere utile una considerazione generale, cioè:
essere attratti dalla persona amata è qualcosa di naturale, biologico.
Nella esperienza relazionale di tutti c’è il fatto che l’attrazione è qualcosa che “si sente”, anche in età molto precoce (classico è il bambino che si innamora della maestra, si sente attratto, ma non pensa, in genere, di andarci a letto, a meno che non sia un nano travestito da bambino, e la maestra sia piuttosto miope).
Ora, non potrebbe essere che la trappola è costituita dal tentativo di ordinare al nostro corpo di avere una reazione che invece è soltanto naturale, cioè dal mettere “la mente contro la natura” * ?
Se l’attrazione è qualcosa di naturale, che può prescindere da impulsi legati agli ormoni, significa che potremmo limitarci a lasciare che essa si manifesti, e darle spazio, senza necessariamente doverci impegnare nel far sesso.
Questo è quanto succede, in genere, dopo che una coppia innamorata ha fatto l’amore: si scambiano tenerezze, ed emozioni per il solo piacere di farlo, cioè non come preliminari al fare sesso –se uno dei due, o entrambi, si addormentano, stiamo parlando non di una coppia innamorata ma di due che hanno da tempo superato lo stadio dell’innamoramento (vedi all’articolo “pene d’amore”) - .
Perciò, una delle strategie utilizzate dalla BST è quella di proporre alla coppia con questo problema di “fate tutto, escluso quello”, cioè dedicarsi a scambiare carezze, tenerezza, emozioni, ma evitare di andare oltre, anzi, la “prescrizione” del terapeuta spesso è proprio “quello ve lo proibisco”, almeno per il momento.
Se si trova il tempo e il modo di permettere che la mente non vada contro la natura, contro la biologia, contro le emozioni, spesso accade che le cose tornano a posto, ed i problemi vengono superati; a consuntivo, se ne potrà parlare e sorriderci su; come scriveva Groucho Marx, in uno dei suoi celebri aforismi, “ la situazione può anche sembrare grave, ma spesso non è affatto seria”.
* La mente contro la natura”, terapia breve strategica dei problemi sessuali, G. Nardone e M. Rampin, edit. Ponte alle Grazie, 2005
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Per consulto via email, si intende un primo orientamento, un 'parere' e non una consulenza clinica, questa può essere approfondita solo dopo un ciclo di colloqui diretti con il paziente.
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