Psicoterapeuta ~ Via Elio Chianesi, 96 (Roma Mostacciano) | Telefono: 06 5080600 | Em@il: dott.italoconti@tiscali.it
.

Auto InganniE' in libreria e
sul sito della casa editrice il nuovo libro di Italo Conti

Per non essere più vittime dei tranelli che
ci costruiamo
da soli.

Un manuale di psicologia individuale che descrive i disagi che possono derivare da inganni e autoinganni, analizza i più pericolosi e i più frequenti e ne svela le possibili origini.
Un libro di auto-difesa personale contro il nostro peggior nemico: noi stessi.

PiU' lo mandi su e piU' ti resta giU'

Uomini…, maschi, è un obbligo o una natura? Cosa  è rimasto dell’uomo sempre in caccia, del maschio sempre pronto al sesso, in questi tempi di donne o ragazze piene d’iniziativa, di curiosità, di esperienza?

Un tempo si parlava di donne frigide ( e qualcuno ha scritto: non ci sono donne frigide, ci sono uomini incompetenti…), di anorgasmia, insomma, erano casomai le donne doversi confrontare coi problemi sessuali, non gli uomini.

Poi… dopo la rivoluzione del femminismo, la rivendicazione dei diritti, la scoperta del fatto di non doversi vergognare di non essere frigide o disinteressate,  di non dover necessariamente scegliere fra l’alternativa di essere casalinghe e madri e basta, o amanti goderecce e puttane, le cose sono cambiate.

Molti uomini erano impreparati a questo cambiamento di equilibrio nelle relazioni, una donna che sa, chiede, fa la prima mossa,  li ha spaventati, e sono cominciati i problemi, che partono dalla insicurezza, e percorrono le varie strade della fuga, a cominciare dalla timidezza (i ragazzi che “prendono l’iniziativa” con una ragazza che li attrae sembrano essere sempre più rari, per la paura del rifiuto), continuando con il rimandare il momento in cui si entra nell’intimità del rapporto sessuale ( per la paura di non essere capaci, o all’altezza di prestazioni mitizzate), ed infine ad avere defaillances nel rapporto vero e proprio, cioè a sperimentare o l’eiaculazione precoce, o la mancanza di erezione, o entrambe.

Come recita quel vecchio slogan pubblicitario “più lo mandi giù, e più ti tira su”?
Ora sembra non pochi maschietti si debbano confrontare con l’opposto, scherzoso titolo di questo articolo.

Eh, si; infatti, come spesso succede, si cerca di esorcizzare qualcosa che si teme o evitando accuratamente tutte le situazioni in cui il problema potrebbe presentarsi, oppure cercando con tutti i mezzi di “mandarlo su”.

Nei miei ricordi come psicoterapeuta c’è la storia di un signore che alcuni anni fa venne da me in crisi, in quanto era stato lasciato dalla sua fidanzata; secondo lui, tutto era cominciato con una difficoltà di erezione, (che peraltro si era già verificata con altre donne): quando stava a letto con la donna di cui era innamorato, pur desiderandola, si trovava nell’incapacità di avere un rapporto sessuale.

Sopraffatto dalla vergogna di non essere in grado, e nonostante la dama in questione lo avesse rassicurato sul fatto che
  1. non c’era fretta, e
  2. non era preoccupata e che anzi, era sicura che con il tempo e la maggiore confidenza tutto sarebbe andato a posto,

questo signore si era rivolto al suo medico, il quale lo aveva inviato ad un collega specialista andrologo, che, dopo aver effettuato una batteria di esami volti ad accertare sia la pervietà dei vasi sanguigni nella zona cruciale, che la presenza di erezioni notturne spontanee, che l’assetto ormonale (tutto nella norma), aveva prescritto il Viagra.

Risultati: nessuno, cioè il problema si era continuato a presentare.
A quel punto, l’andrologo aveva prescritto che, prima di ogni rapporto, il paziente si praticasse una iniezione di prostaglandine,  “lì”, cioè sul pene…
E la cosa aveva funzionato, solo che l’effetto persisteva intorno alle 5/6 ore, in altri termini il gentleman si presentava supponiamo alle 11 del mattino, già pesantemente armato e pericoloso,  e fino alle 16/17 rimaneva, per così dire, in alta tensione, qualsiasi cosa fosse nel frattempo accaduta.
Naturalmente la dama si era accorta di questa condizione, “visibile” in modo decisamente imbarazzante, sia prima che dopo l’aver fatto sesso, e si era disincantata:  l’inizio della fine, dopo un po’ lo aveva lasciato .

In sostanza, il signore aveva focalizzato il problema nella mancanza di erezione; la soluzione quindi era altrettanto focalizzata: “se sarò capace di avere l’erezione, lei non mi abbandonerà”.

In effetti, quello era il suo problema, e non quello della dama, che probabilmente si era sentita offesa di esser stata ridotta, come donna, ad una parte di sé che prescindeva da ogni altro contorno, sia umano che sentimentale, che romantico, e magari perciò lo aveva abbandonato.

Come recita uno dei principi base della Terapia Strategica Breve “è proprio la soluzione inefficace che peggiora il problema, o lo rende irrisolvibile”
E’ evidente, a questo punto, che la soluzione della erezione “coatta”, al di là dell’esempio precedente, non sembrerebbe efficace perché:

  • richiede l’uso di ormoni, che hanno azione inconfutabile a livello locale, ma senza meno anche a livello sistemico, quindi dovranno esser utilizzati con cautela, e solo per periodi brevi;
  • una reazione del tutto biologica viene delegata all’effetto di un farmaco, ergo la persona più o meno consapevolmente si convince che quello è l’unico modo per avere una erezione, e accantona la ricerca e la messa in pratica di soluzioni diverse.

Quali possono perciò essere le “strategie” da provare per superare una condizione come quella descritta?

Una trappola mentale nella quale è facile cadere , e non solo in casi come questi, riguarda il pensare di poter  risolvere un problema emotivo con i criteri della logica razionale; la difficoltà di erezione, e l’eiaculazione precoce, a parte i rarissimi casi di deficit organico,sono quasi sempre dipendenti dall’emotività, cioè da ansia in vari gradi, associata a pensieri negativi, che alimentano l’ansia, che li aumenta, e così si chiude un circolo vizioso:

Tentativi strategici di affrontare questo problema

Se la mancanza di erezione è causata e sostenuta da emozioni e fantasie bloccanti, dovremmo partire da questa ipotesi per trovare una soluzione efficace: la logica delle emozioni funziona secondo criteri e categorie del tutto differenti da quelle della logica comune, e che girano intorno ad un modello paradossale, del tipo “più ci provi, meno ci riesci”.

Sembrerebbe ovvio, se vale questo “proverbio”, pensare che allora sarà valido il contrario, cioè “meno ci provi, più ci riesci”;
in effetti, le cose non sono così semplici, perché si saprà di aver superato il problema solo se ci si prova e ci si riesce., quindi il “provarci” è un mezzo indispensabile.

Tuttavia, potrebbe essere utile una considerazione generale, cioè:
essere attratti dalla persona amata è qualcosa di naturale, biologico.

Nella esperienza relazionale di tutti c’è il fatto che l’attrazione è qualcosa che “si sente”, anche in età molto precoce (classico è il bambino che si innamora della maestra, si sente attratto, ma non pensa, in genere, di andarci a letto, a meno che non sia un nano travestito da bambino, e la maestra sia piuttosto miope).

Ora, non potrebbe essere che la trappola è costituita dal tentativo di ordinare al nostro corpo di avere una reazione che invece è soltanto naturale, cioè  dal mettere “la mente contro la natura” * ?

Se l’attrazione è qualcosa di naturale, che può prescindere da impulsi legati agli ormoni, significa che potremmo limitarci a lasciare che essa si manifesti, e darle spazio, senza necessariamente doverci impegnare nel far sesso.

Questo è quanto succede, in genere, dopo che una coppia innamorata ha fatto l’amore:  si scambiano tenerezze, ed emozioni per il solo piacere di farlo, cioè non come preliminari al fare sesso –se uno dei due, o entrambi,  si addormentano, stiamo parlando non di una coppia innamorata ma di due che hanno da tempo superato lo stadio dell’innamoramento (vedi  all’articolo “pene d’amore”) - .
Perciò, una delle strategie utilizzate dalla BST è quella di proporre alla coppia con questo problema di “fate tutto, escluso quello”, cioè dedicarsi a scambiare carezze, tenerezza, emozioni, ma evitare di andare oltre, anzi, la “prescrizione” del terapeuta spesso è proprio “quello ve lo  proibisco”, almeno per il momento.

Se si trova il tempo e il modo di permettere che la mente non vada contro la natura, contro la biologia, contro le emozioni, spesso accade che le cose tornano a posto, ed i problemi vengono superati; a consuntivo, se ne potrà parlare e sorriderci su; come scriveva Groucho Marx, in uno dei suoi celebri aforismi, “ la situazione può anche sembrare grave, ma spesso non è affatto seria”.

* La mente contro la natura”, terapia breve strategica dei problemi sessuali, G. Nardone e M. Rampin, edit. Ponte alle Grazie, 2005

Chiedi un consulto gratuito online

Per consulto via email, si intende un primo orientamento, un 'parere' e non una consulenza clinica, questa può essere approfondita solo dopo un ciclo di colloqui diretti con il paziente.
Il primo incontro è gratuito.

Video su Terapia strategica breve

La Terapia Strategica breveGuarda un video in cui il Dott. Italo Conti spiega il suo approccio terapeutico basato sulla Terapia Strategica Breve



Dott. Italo Conti Psicoterapeuta - © 2012 Tutti i diritti riservati. - P. I. 10394320583
Ultimo aggiornamento: 04.05.2012 ~ a Drauth.org site