E' in libreria e
sul sito della casa editrice il nuovo libro di Italo Conti
Per non essere più vittime dei tranelli che
ci costruiamo
da soli.
Un manuale di psicologia individuale che descrive i disagi che possono derivare da inganni e autoinganni, analizza i più pericolosi e i più frequenti e ne svela le possibili origini.
Un libro di auto-difesa personale contro il nostro peggior nemico: noi stessi.
Essere innamorati è una condizione così esaltante e coinvolgente che richiede una forte spesa di energie, e non ci riferiamo a quelle necessarie per un rapporto sessuale reciprocamente soddisfacente; parliamo delle energie occorrenti a mantenere alto il livello delle emozioni.
Perciò è molto improbabile che l’innamoramento riesca a protrarsi oltre un certo periodo; non è possibile fare una statistica, ma ci sono persone che consumano le emozioni in una rapida fiammata, e quindi dopo qualche giorno “si svegliano”, tra l’altro molto meravigliati, dalla sbornia, ma sobri, ed altre in cui questa passione riesce a mantenersi per mesi. ( i mesi possono diventare anni, ma andiamoci piano…).
In ogni caso, prima o poi si arriva alla data di scadenza, e dopo questa fase l’innamoramento può evolvere in due modi:
1) la tempesta è passata, e l’ex innamorato/a perde l’abbrivio, e non è più interessato/a; la relazione si interrompe, o, talvolta, c’è un gentlemen’s agreement che porta ad una più o meno blanda “amicizia”.
2) Avviene una sorta di “cambiamento di stato” della relazione: da una tempesta emotiva, durante la quale è quasi sempre impossibile distinguere il partner fantasticato da quello reale, si passa ad un rapporto più maturo e basato su aspetti concreti; l’innamoramento si trasforma in amore, affetto per la persona reale, con i suoi pregi e difetti, e comincia un processo di conoscenza che virtualmente non termina neppure dopo decenni.
Quest’ultimo modello di amore riesce ad essere più stabile, anche perché la spesa energetica è minore; è come se la coppia, e il singolo, avessero raggiunto una sufficiente certezza della “conquista” dell’altro, e quindi possono da un lato sentirsi relativamente sereni ed appagati, e dall’altro avere le risorse per conoscersi ed esplorare sia le compatibilità, che le differenze, e mettere in atto un processo di mediazione appunto per esaltare le compatibilità, e ridurre l’impatto delle incompatibilità.
Queste parole, che riportano il titolo di una ormai vecchissima canzone, hanno un sapore di aforisma: chi è innamorato, è geloso, c’è una corrispondenza biunivoca fra innamoramento e gelosia, e chi dice che, pur innamorato, non è geloso, quasi certamente sta mentendo (o sull’essere innamorato, o sul non essere geloso).
Infatti, la gelosia è una emozione biologica, istintiva, la vediamo manifestarsi anche negli animali, che “pattugliano e difendono il territorio” non solo logistico, cioè gli spazi necessari a garantire il loro nutrimento e la sopravvivenza, ma anche sessuale, cioè controllano e difendono le femmine che servono a garantire la trasmissione del loro patrimonio genetico ai nuovi nati.
Per quanto meno apparente, una territorialità equivalente ce l’hanno le femmine di alcune specie, che attaccano altre femmine che dovessero minacciare la trasmissione dei loro geni.
E’ ovvio che nell’animale questo comportamento di difesa territoriale non è esercitato in modo studiato e consapevole, mentre negli umani la gelosia, pur provenendo da una pulsione istintiva, è spesso alimentata coscientemente, attraverso dei veri e propri schemi di pensiero, centrati sulla sfiducia e sul sospetto.
Si manifesta con comportamenti “aggressivi”, non tanto verso i/le concorrenti (che salvo casi rari, o non esistono, o non sono esplicitamente presenti o identificati), quanto verso il partner, che viene fatto oggetto di indagini, che sistematicamente violano la privacy, (lettura dei messaggi sul cellulare, delle e-mail, ricerca di biglietti e altre prove negli abiti, cassetti, borsette, analisi microbiologica della biancheria intima e simili, fino ad arrivare, non poi così eccezionalmente, ad assoldare delle agenzie di investigazioni private, che, da qualche anno, vista l’area di business, hanno cominciato ad offrire a prezzi abbordabili, tutto incluso, indagini su infedeltà…), sottoposto ad interrogatori di terzo grado, e spesso, minacciato o attaccato verbalmente, ma non solo.
A cosa sono dovuti questi comportamenti così aggressivi?
A parte i casi in cui l’infedeltà o il tradimento sono non un sospetto, ma una certezza, la gelosia nasce ed è alimentata da pensieri e fantasie che inducono ansie e paure di perdere l’oggetto amato.
Il guaio è che queste azioni, che avrebbero il fine di rassicurare la persona gelosa, possono provocare un effetto di logoramento sul partner, e quindi spesso ottengono esattamente ciò che cercano di evitare, cioè l’abbandono.
Di solito il geloso è informato di questo rischio, infatti il partner esprime il disappunto prima, poi il fastidio e successivamente la rabbia di sentirsi continuamente sotto accusa e processato per qualunque atteggiamento che può essere interpretato come un segnale di infedeltà (qualcuno una volta ha detto “penso che per evitare gli attacchi e le accuse dovrei essere cieco, sordo e muto, ma non so se basterebbe…”).
Tuttavia, questa informazione porta a ridurre le aggressioni solo in un numero ridotto di casi.
Perciò, la rissa continua, fino a portare alla separazione, oppure in una alternativa peggiore, ad una convivenza a dir poco disfunzionale, nella quale i partners si riservano uno il copione del persecutore, e l’altro quello della vittima.
Perché no? Può succedere che in questa piéce di teatro vengano coinvolti altri “attori” (parenti prossimi, amici) che si fanno intrappolare o nel cercare di mediare, disintossicare il rapporto fra i contendenti, o talvolta nel prender le parti dell’uno o dell’altro, amplificando e a volte trascinando il conflitto anche con i propri partners.
Se il lettore è d’accordo su quanto sopra, ne dovrebbe conseguire che l’essere gelosi ed il sentirsi oggetto della gelosia del partner è soltanto un fastidio a dir poco, che se non viene disinnescato almeno nelle sue manifestazioni più forti, conduce inevitabilmente alla separazione.
Eppure, non sempre è così: ci sono situazioni nelle quali la gelosia del partner è considerata la prova del fatto che continua ad essere innamorato, quindi entro certi limiti ben accetta, stimolante, così come l’incertezza ed i dubbi provati dal geloso sono stimolanti per il geloso stesso, portano non solo all’indagine e al controllo, ma anche a dare più amore, più seduzione, insomma a non lasciare che il rapporto tenda a trasformarsi in qualcosa di simile ad una abitudine in cui si dà per scontato tutto.
Una strofa di una vecchia canzone brasiliana sintetizza questo in modo poetico: “è saber que o ciume è o perfume do amor”… (la consapevolezza che
la gelosia è il profumo dell’amore…).
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Per consulto via email, si intende un primo orientamento, un 'parere' e non una consulenza clinica, questa può essere approfondita solo dopo un ciclo di colloqui diretti con il paziente.
Il primo incontro è gratuito.
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