Le fobie, come nascono?

Le fobie, come nascono?

Situazioni o oggetti particolari possono provocare fobie quando sono collegati ad un evento traumatico.

Le fobie sono di differente origine e tipologia; le più diffuse sono quelle “generalizzate”, come l’agorafobia (fobia degli spazi aperti) la claustrofobia (fobia degli spazi chiusi).

Un esempio di agorafobia (che mi è stato raccontato):  una ragazza romana improvvisamente sviluppa una fobia nei confronti di monumenti e statue, e successivamente verso qualunque costruzione di una certa altezza e dimensione, quindi anche nei confronti di case e palazzi.
Tutto inizia quando, passeggiando sotto il Palazzo della Civiltà del Lavoro, nel quartiere EUR di Roma, circondato da statue molto alte e massicce, ha sentito una specie di vertigine, come una lievissima scossa di terremoto, ed ha temuto che una di quelle statue potesse caderle addosso. La paura provata, improvvisa e violentissima, è stata l’evento traumatico che ha dato l’avvio alla fobia, che la costringe  ad evitare di camminare all’aperto, e ad uscire da casa solo se accompagnata. E’ sempre vestita con una tuta munita di cappuccio, che lei tiene sulla testa, un po’ come i paraocchi dei cavalli, e che non le permette di vedere in alto, ma solo davanti a lei, e parzialmente ai lati.

Altra fobia in progressivo incremento è la fobia sociale, che porta chi ne soffre ad evitare ogni incontro sociale, anche con parenti e amici. Le fobie sono superabili tramite la psicoterapia strategica, in genere con un numero di sedute non superiore a 10/15.